Sculture Matematiche


Scultore matematico
Nell’ultimo decennio Ctrl+Z ha sviluppato sistemi a bassa tecnologia per l’empowerment delle comunità e la costruzione di strutture funzionali basate su geometrie geodetiche.

Contemporaneamente è stata sviluppata una ricerca teorica attorno alle idee di simmetria, chiralità e specularità di configurazioni geometriche nel loro complesso e dei loro elementi e componenti.
Questa ricerca è stata fondamentale per lo sviluppo dei sistemi funzionali ed, allo stesso tempo, ha rivelato un intero mondo di relazioni e configurazioni che hanno portato a un percorso di produzioni visive e scultoree.

Lavorando su modelli matematici le possibilità sono infinite e si può continuare ad esplorare nuove configurazioni per sempre. Tra le tante configurazioni che sono state studiate, alcune sono state materializzate in sculture.

Queste sculture hanno ereditato la filosofia delle grandi strutture funzionali, esplorando modelli che possano essere realizzati con strumenti, infrastrutture e materiali semplici, evitando volutamente soluzioni che avrebbero portato alla necessità dei processi CNC, per privilegiare la semplicità e reclamare un percorso più personale.

Queste premesse, insieme alle dimensioni dei modelli proposti, hanno favorito la loro realizzazione attraverso un processo artigianale.

La possibilità di produrre senza la necessità di mezzi esterni o automatizzati, ha permesso il ritmo lento di un processo personale e ha lasciato lo spazio necessario per stabilire un rapporto fisico e intellettuale tra l’autore e l’opera che sta creando e con i materiali che la compongono. Spazio di osservazione e riflessione sugli stati intermedi della configurazioni geometriche che si sta materializzando.

Una volta create, la presenza di queste proposte in spazi pubblici permette alle persone di apprezzare i movimenti e le trasformazioni dei motivi geometrici lungo l’oggetto e mi permette di sedere in modo anonimo e godere del dibattito spontaneo sulla matematica e le geometrie che generano.
 
 
Agua (2016)
80 x 120 x 200 cm
Persiane di pvc; reti di cipolle, patate, limoni, arance; ombrelli rotti; tanica d’olio; imbuto; pallet.

“Agua” (Acqua) è un’installazione artistica luminosa ispirata sul lavoro di Ctrl+Z sugli “acchiappanebbia”, un modello a scala, un esempio di dimensioni ridotte, che mantiene tutte le caratteristiche dell’originale che presenta un’altezza compresa tra gli otto e i dodici metri.

Lo studio geometrico di questo prototipo si è focalizzato sulla suddivisione regolare della superficie cilindrica, esaltando l’aspetto dei motivi funzionali ed estetici allo stesso tempo che la semplicità matematica del disegno stesso.

Sono stati utilizzati principalmente materiali recuperati e riutilizzati.
 
 
Aire (2019)
230 x 230 x 230 x 230 cm
Pannelli di legno a media densità.

Nel corso di diversi anni è stata sviluppata una ricerca che ha portato alla definizione del sistema costruttivo Z-desico (Sorbole, Parcc Oasis, ecc.). La configurazione geometrica di questo sistema imposta elementi curvi attorno a giunti reciproci noti come griglia di Leonardo (da Vinci).

La scultura matematica “Aire” (Aria) sorge e si nutre di questo percorso. La simmetria e l’equilibrio ricercato si ottengono finalmente attraverso operazioni di traslazione, rotazione, rispecchiamento e sovrapposizione, con un insieme di suddivisioni asimmetriche. La suddivisione regolare della superficie sferica si ottiene attraverso della suddivisione irregolare degli elementi costitutivi.

Questo processo implicava una specifica comprensione e ridefinizione dello stesso significato dei concetti di simmetria, chiralità e specularità su una superficie sferica e delle relazioni apparenti che essi stabiliscono attraverso la loro applicazione su una superficie curva tridimensionale.

Aire gioca con questi concetti e configura un insieme geometrico che ipnotizza l’occhio nella ricerca dei motivi geometrici del primo piano mentre indaga le relazioni che si creano dalla inevitabile sovrapposizione con lo sfondo.

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Sombras (2011-…)
Fotografía

L’inquietudine e fascinazione personale per le ombre prodotte da queste strutture ha portato ad una collezione fotografica che si è arricchita di collaborazioni stabilite con diversi fotografi nel corso degli anni.

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Ironia della sorte, dopo tutti gli sforzi matematici prodotti per articolare schemi che permettano di descrivere geometrie tridimensionali curve attraverso elementi planari, quando il sole, o una luce, devolvono e relegano nuovamente le geometrie prodotte ad un piano bidimensionale, è quando le trovo fortemente ipnotizzanti.

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