HortoLAB – Spazio Creativo – Cáceres

 

ATTENZIONE: QUESTO PROGETTO È IL FRUTTO DI UN PROCESSO COLLABORATIVO TRA CTRL+Z E DIFFERENTI SOGGETTI. PER LA SUA CORRETTA COMPRENSIONE VI INVITO A CONOSCERE GLI ALTRI AGENTI DIRETTAMENTE IMPLICATI: PROYECTO ASILO (CASTUERA), STRADDLE3 (BARCELONA), TODO POR LA PRAXIS (MADRID).

La esperienza del HortoLAB non parte da zero, ma si basa sul riutilizzo del “Prototipo di Architettura Mobile per Attività Collettive” costruito nel 2009 nell’ambito del “Congresso delle Città Creative” di Cáceres.

Nel novembre 2009 ebbi la possibilità di partecipare insieme ad altri collettivi nel montaggio del prototipo Chacharro2.0 un’infrastruttura mobile ideata da Straddle3 per le giornate “Cáceres Creativas”.

Gli interessati potranno consultare l’informazione completa su questo progetto da questo link: C2.0

A partire da questa esperienza costruttiva sorge, nel marzo del 2011, sempre grazie all’iniziativa di Straddle3, la possibilità di riutilizzare il Cacharro2.0 per configurare l’HortoLAB una nuova infrastruttura dedicata a promuovere il rispetto per l’ambiente e abitudini di consumo più sane tra la popolazione, soprattutto la più giovane, a servizio e supporto degli orti pubblici del quartiere San Jorge di Cáceres.

Il progetto si inquadra nella linea di varie esperienze multidisciplinari che si stanno realizzando nell’intorno della Ribera del Marco, a promozione e sopporto delle politiche locali di innovazione e creatività.
Ctrl+Z si somma subito a questo progetto che conterà anche con la collaborazione di Proyecto Asilo e Todo por la Praxis.

L’infrastruttura si compone di un semenzaio per le attività educative, di una cucina per la manipolazione dei prodotti degli orti stessi, così come di un ufficio per le attività amministrative, ed è costruito intorno ad una sala centrale che in caso di necessità può essere estesa aprendosi completamente al giardino, per permettere un’affluenza maggiore o attività differenti che necessitano questa doppia natura di spazio aperto e coperto.

In questa seconda trasformazione si incorporano sistemi passivi e naturali di isolamento, diretti sopratutto ad evitare l’esposizione alla radiazione solare diretta dei container marittimi, un importante tallone di Achille dei progetti basati in questo tipo di elemento.

Per le pareti esterne è stata studiata una facciata ventilata basata sul riutilizzo di pallet che sono stati modificati e trasformati in fioriere, che forniscono da subito una buona protezione parziale che si completerà mano a mano che e piante crescano. A tal fine si sono selezionate specie rampicanti di crescita rapida. Anche la parte superiore del container è stata trasformata in un’area verde appoggiata su cassettoni di plastica riciclata per separare la terra della lamiera, evitare possibili filtrazioni e formare una camera d’aria. La massa contribuirà a mantenere una temperatura controllata sia in estate che in inverno, in questo caso, per promuovere un mantenimento più indipendente, abbiamo scelto specie arbustive locali. Entrambe sono soluzioni efficaci per mantenere una temperatura interna ragionevole senza necessità di sistemi attivi.

All’interno la cucina e l’ufficio sono stati rivestiti con cartongesso per un comfort maggiore, mentre nel semenzaio si è optato per pannelli di legno più adatti all’uso intensivo. Il suolo centrale, costituito da pannelli per casseforme, è stato riutilizzato dal montaggio anteriore, così come la struttura metallica superiore e la tela a cui si sono effettuate solo piccole riparazioni.

L’utilizzo di materiali recuperati dai cicli industriali e standard risponde alla vocazione che i modelli proposti siano familiari alla popolazione e siano riproducibili. Questi materiali sono facili da trovare e praticante uguali, non solo in Spagna ma in tutto il mondo.

Durante il processo si visitarono in varie occasioni cantieri di demolizione locali e da li si recuperato diversi elementi unici come per esempio il lavandino, molti profili metallici, e le finestre.

Nel suo complesso la infrastruttura è stata concepita con una duplice missione:

Da un lato la sua natura marcatamente didattica potendo ospitare bambini e giovani locali, anche intere classi, per introdurli a questioni ecologiche ed ambientali, dalla germinazione alla preparazione dei prodotti, permettendo di vivere l’esperienza completa del ciclo naturale. Allo stesso tempo consente lo sviluppo di attività complementari come la realizzazione di orti mobili, laboratori di educazione sensoriale, ecc.

Dall’altro HortoLAB costituisce una nuova opportunità per i cittadini di partecipare alla autogestione di uno spazio che invita a i collettivi, associazioni e semplici cittadini ad organizzarsi, a condividere la responsabilità e l’uso dello stesso.

Coincidendo con il solstizio d’estate HortoLAB ha organizzato la “1º semana HortoLAB” edicata all’innovazione applicata all’agricoltura urbana, con diversi tipi di workshop, che affrontano un amplio spettro di tematiche differenti, con una marcata vocazione di integrazione della comunità delle zone circostanti.

Vi invito a entrare nella pagina del HortoLAB dove potrete trovare il programma completo delle prossime attività.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Parteciparono a differente titolo al montaggio:
Straddle3 (Catarina Eisele, Rita Rabaça, Jordi Pastells, David Orriols, David Juarez), Proyecto aSilo (Jose Milara, Joaquín “el zapatero” y el equipo frijól: Guillermo Valles, Oscar Pinales, Orlando Parras), Manuel Torralba, Txp (Diego Peris, Sebastián Rueda, Orlando Rueda, Manu “el de la gorra”, Laura Gonzalez), i ragazzi di Concetpuarte (Pedro, Nacho y Ciro), alcuni Meridiani ed ovviamente Ctrl+Z (Gianluca Stasi).

Un ringraziamento speciale alla Signora Tonia per averci rifornito di “perrunillas y mantecados”, deliziosi dolci tipici dell’Estremadura, durante il montaggio.


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